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mercoledì 30 aprile 2014

RECENSIONE: Quando dal cielo cadevano le stelle di Sofia Domino


Titolo: Quando dal cielo cadevano le stelle
Autrice: Sofia Domino
Data di pubblicazione: 27 gennaio 2014 (Giornata della Memoria).
Pagine: 496
Prezzo: 1.99 (ebook)
Canale di distribuzione: Lulu (link per acquistarlo)

SITO DELL'AUTRICE

http://sofiadominolibri.blogspot.it/

TRAMA
Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento. Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste. Perché dal cielo non cadano più le stelle.


LA MIA RECENSIONE 
La storia racconta la vita di una famiglia di ebrei gli Urovitz, durante la seconda guerra mondiale. E' diviso in essenzialmente in due parti: la prima in cui la famiglia trova rifugio in vari luoghi di fortuna grazie ad alcuni amici cristiani che nonostante la paura cercano di nasconderli e la seconda parte in cui gli ebrei vengono catturati e deportati nei campi di concentramento. La famiglia è composta da Lia, che è la protagonista (infatti gran parte del romanzo è scritto dal suo punto di vista) il papà Daniele, la mamma Giuditta, la nonna Myriam e i suoi due fratelli: Tommaso e il piccolo Chalom. Sono nascosti a Roma nella cantina di una famiglia cristiana, i coniugi Parisi, dove aspettano fiduciosi la fine della guerra con la paura di essere scoperti. A differenza della mamma che vede tutti gli avvenimenti da un punto di vista negativo, Lia cerca sempre di sperare e vedere la vita come una cosa meravigliosa e questo viene ribadito per tutta la durata del romanzo. Lia cerca di trascorrere le giornate come una normale adolescente della sua età: studia, aiuta nei lavori domestici ma cosa più importante sogna il futuro, vorrebbe diventare un medico per aiutare le persone che stanno male a causa di questa inutile guerra. Durante il periodo che trascorre in cantina con la complicità della famiglia cristiana intraprende uno scambio di lettere con un ragazzo di nome Hadas anche lui ebreo con la speranza di poterlo un giorno conoscere. La situazione si complica quando il padre decide di uscire dalla cantina e recarsi a Modena, lasciando sola Lia e i restanti membri della famiglia. Con il passare del tempo le cose si fanno più difficili e sono costretti a cambiare nascondiglio per recarsi tra gli altri luoghi proprio nella soffitta dove si trova Hadas con la sua famiglia. Il 16 ottobre 1943 la comunità ebraica, del ghetto di Roma viene scoperta dalla Gestapo e gli Urivitz e la famiglia del ragazzo saranno deportati ad Auschwitz. L'autrice è molto brava nel descrivere gli stati d'animo dei vari personaggi. Ci si ritrova molto nel personaggio di Lia e si ripercorre il dramma dei prigionieri costretti a subire ingiustizie e atrocità solo per il fatto di essere ebrei. La ragazzina mentre gli uomini della famiglia vengono rinchiusi ad Auschwitz raggiunge con la madre il campo di Bergen - Belsen. Negli anni che passerà li e in altri campi di concentramento verrà privata del suo nome sostituito da dei numeri tatuati sul braccio, verrà privata delle persone a lei care e del suo amore per Hadas, verrà umiliata e trattata male dai nazisti: alternerà momenti di rabbia e ribellione, con momenti di rassegnazione e stanchezza ma senza mai perdere la speranza perchè al di la del filo spinato la vita non è finita, gli uccelli cantano e nel cielo le stelle brillano ancora. Ringrazio Sofia per aver avermi dato la possibilità di leggere il suo romanzo e ne consiglio veramente a tutti la lettura! 

GRADIMENTO 

10/10

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