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sabato 19 aprile 2014

RECENSIONE: La mia amica ebrea di Rebecca Domino

TitoloLa mia amica ebrea
Autore: Rebecca Domino
Prezzo: 1.99 (e-book)
Pagine: 300
Data di pubblicazione: 27 gennaio 2014

Genere: Drammatico 
Casa editrice: Lulu (link per acquistarlo)
Trama
Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri. Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente. Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza. Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

SITO DELL'AUTRICE
http://rebeccadomino.blogspot.it/
 
LA MIA RECENSIONE 
Ringrazio innanzitutto Rebecca per avermi permesso di leggere e recensire il suo libro. Devo dire che tratta un argomento abbastanza triste e delicato come l'Olocausto che mi fa piacere affrontare (perchè credo che nonostante sia passato parecchio tempo non si possano dimenticare certe inutili atrocità) ma a differenza di altri libri che ho letto il tutto è reso meno pensante perchè visto dagli occhi di una ragazzina di 15 anni Josepha che tutti però chiamano Seffi. Vive ad Amburgo nel 1943 con i genitori ed il fratello Ralph durante la Seconda Guerra Mondiale ed è molto amica di tre ragazze ariane: Anja, Jutte e Trudi. Nonostante l'amicizia è però molto combattuta tra due mentalità diverse: chi come loro e il fratello diciassettenne vede Hitler come il salvatore, il re del mondo che non sbaglia mai e che porterà i tedeschi ad avere una nazione di "perfetti" e chi come suo papà vede assurda la distinzione tra ebrei e ariani e considera la guerra come un'inutile conflitto fatto di pregiudizi, disprezzo e odio da parte dei tedeschi verso un popolo che non ha niente di meno rispetto a loro.
Tutto cambia quando una sera, una madre con i suoi due figli un maschio di nome Uriel e una femmina della sua età di nome Rina, bussano alla loro porta di casa.  Il padre di Seffi non riesce a negare loro ospitalità perchè quando ha combattuto in guerra (da cui è tornato purtroppo senza un'arto) era molto amico del loro marito/padre e quindi si sente in dovere di aiutarli nonostante tutti i pericoli che ne possono conseguire sia per la loro famiglia sia per gli ebrei ospitati.
Nonostante le minacce del figlio Ralf (che appartiene alla gioventù Nazista) di denunciarlo e denunciare gli ebrei alla Gestapo, a sua insaputa il padre accoglie i tre ebrei nella sua soffitta in accordo con la moglie e Seffi che sono a dire il vero molto sorprese e spaventate di fronte a questo comportamento.
Con il tempo invece Saffi si avvicina sempre di più alla soffitta, prima solamente per portare cibo ai tre ebrei poi man mano intraprende con la ragazzina uno scambio di lettere all'insaputa dei genitori di entrambe. Man mano che si conoscono poi decidono di farsi compagnia in carne ed ossa sempre con la paura però di essere scoperte pensando a come sarebbe stato diverso incontrarsi e vivere la loro amicizia senza guerra e senza divieti di nessun tipo. In città ci sono continui bombardamenti e questo costringe Seffi e i suoi a correre in fretta nelle cantine, al primo rumore di bombe, anche in lontananza. All'inizio non pensa alla sua amica rinchiusa nella soffitta ma man mano che le la loro amicizia prosegue continua a pensarci molto spesso considerando ormai Rina una vera amica nonostante la differenza che man mano si stanno affievolendo nella mente della ragazzina che continua a farsi domande e si rende conto che invece i pensieri delle sue tre amiche ariane sono molto diversi rispetto ai suoi giudicando gli ebrei nemmeno in diritto di vivere.
Lei invece si rende conto che Rina ha lo stesso suo diritto di uscire, di divertirsi e stare con le amiche invece di scappare da una casa all'altra e rimanere rinchiusa per anni in una buia soffitta senza nemmeno poter aprire le tende per vedere il sole. Pensa e spera sempre che le cose prima o poi cambieranno e che lei e la sua famiglia potrà ancora divertirsi ed essere felice nonostante la realtà sia molto diversa.

Un libro a mio parere scritto veramente bene, talmente tanto che ti immedesimi nel personaggio e ti sembra davvero di essere li sentendola parlare con la sua amica, sentendo il rumore delle bombe e provando le stesse sue emozioni la sua voglia di poter sperare in un domani.Sarò ben lieta di leggere e recensire altri suoi romanzi.

GRADIMENTO
10/10

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